i Milanesi ringraziano

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Che cosa ha fatto la Moratti a Milano?

In Bilancio comunale, Bugia numero 6: Milano più vivibile., Comunicazione ingannevole on maggio 11, 2011 at 4:33 pm

Ecco cosa ci ha lasciato la Moratti a Milano in questi anni: un bel buco (-22,8 milioni di euro) coperto da entrate straordinarie. Come sono stati spesi questi (tantissimi) soldi? A cosa sono serviti? Non sembra esserci particolare trasparenza verso i cittadini, che continuano a vivere in una città inquinata, piena di traffico e smog, con pochi servizi e poco verde. Davvero vogliamo continuare così?

Rosso straordinario (07.05.2011)

Rosso, rossissimo. Così sarebbe il conto del Comune di Milano se nel bilancio 2010 non fossero state inserite le entrate straordinarie. Il verdetto depositato pochi giorni fa dai revisori dei conti è implacabile: senza le entrate da vendite immobiliari, ici e dividendi delle aziende partecipate Palazzo Marino segnerebbe un -22,8 milioni di euro nel suo bilancio. Di qui il richiamo all’ordine dei revisori: “ridurre il ricorso a operazioni di natura straordinaria per raggiungere gli equilibri di bilancio grazie alla gestione ordinaria”. Insomma, il Comune deve imparare a far quadrare i conti e far convergere entrate ed uscite senza dover ricorrere ad entrate straordinarie, che andrebbero viceversa investite per investimenti a lungo temine.

La differenza tra spese e ricavi ammonta a 41 milioni, mentre sono 37 i milioni in meno arrivati dal Governo rispetto al 2009. Ammanchi aggravato dall’aumento dell’interesse sul debito giunto a quota 4,2 miliardi di euro, e coperto, dicevamo, grazie alle quote di Atm e A2a, alle entrate dell’Ici e alla vendita di immobili. 120 i milioni incassati con la maxi cedola delle partecipate, 89,6 i milioni recuperati dalla vendita degli immobili, 29 milioni le entrate da Ici. Fonti su cui, proprio per la loro natura extra-ordinaria, non possono diventare il pilastro dell’equilibrio economico di un Comune.

In particolare il rapporto dei revisori punta il dito sulle partecipate: “non sono da considerasi come entrata ordinaria perché legati ad andamenti non prevedibili” Basti pensare che solo A2A tra il 2007 e il 2010 ha girato al Comune dividendi per ben 281 milioni di euro. Un patrimonio che potrebbe venire a mancare da un momento all’altro, visto il periodo nero che sta attraversando l’azienda con 3, 8 miliardi di debito registrato a fine 2010.
Situazione che non sembra allarmare l’Amministrazione milanese: nel Bilancio 2011 sono previste entrate per oltre 80 milioni di euro dall’azienda del gas a partecipazione comunale per il 27,5%, altri 170 dalla cessione del 18% delle quote di Milano Serravalle e circa 160 milioni arriveranno dal maxi-dividendo Sea dopo la sua quotazione in borsa.

Giulia Cusumano per chiamamilano.it

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